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ShiatsuShiatsu

Immaginate un villaggio in un'isola a nord del Giappone, si chiama Hokkaido e siamo nel 1912, l'isola è molto grande e il clima piuttosto rigido per la maggior parte dell'anno.

Tokujiro Namikoshi ha sette anni e si è trasferito da poco qui con tutta la famiglia. Sua madre, di nome Masa, da quando è arrivata ha cominciato ad avvertire forti dolori alle articolazioni ma al villaggio è difficile trovare medici e medicine.

A quel tempo in Giappone viene molto praticata una forma di massaggio tradizionale chiamato Anma, l'origine indiana è molto antica e la tecnica consiste nell'effettuare percussioni, frizioni e scivolamenti.

Tokujiro ha un grande desiderio di aiutare sua madre, cercare di alleviare un po' le sue sofferenze, così comincia a massaggiarla. Nel giro di pochi anni Masa guarisce.

Praticandole il massaggio, Tokujiro si era reso conto che soffermandosi su alcuni punti le rigidità si scioglievano e sua madre provava sollievo; si racconta che un giorno lei gli disse: "Tokujiro, quando mi fai tu i massaggi ho più benefici di quando me li fanno i tuoi fratelli".

Così è nato Shiatsu e forse questa frase racchiude il suo senso più profondo.

Lo Shiatsu non è una terapia alternativa, non è una medicina non convenzionale, non è un massaggio terapeutico, sportivo o estetico. Lo Shiatsu è una disciplina evolutiva, valorizza le risorse vitali di ambedue le persone coinvolte nella pratica.
Nello Shiatsu non c'è separazione tra colui che dà e colui che riceve, ma si diventa un'unità, una cosa sola.

Tori e Uke, due termini presi in prestito dalle arti marziali, ci parlano di una storia a due, Tori non è il terapista e Uke non è il paziente, sono due persone che si relazionano.